Dal 20 al 26 ottobre Milano torna a parlare fluentemente la lingua dei gioielli. Tra atelier aperti, nuove collezioni, designer internazionali e due palazzi storici pieni di cose bellissime, abbiamo preparato una piccola guida per orientarsi senza perdere la testa. O almeno senza perderla prima di aver provato tutti gli anelli.
La Milano Jewelry Week 2026 coinvolgerà più di 400 espositori provenienti da circa 60 Paesi. Tradotto: impossibile vedere tutto, soprattutto se siete persone che davanti a un vassoio di gioielli dimenticano improvvisamente il concetto di tempo.
La manifestazione si svolgerà dal 20 al 26 ottobre 2026 con un percorso diffuso tra boutique, showroom, laboratori e gallerie del centro. Dal 24 al 26 ottobre, invece, gli appuntamenti principali si concentreranno a Palazzo Bovara e Palazzo Serbelloni.
Per cominciare, abbiamo scelto sei realtà molto diverse tra loro: Yo Soy Otro, Chiara Costacurta, Voga Gioielli, Marlù, Maschio Gioielli e Meravigli. Non è una classifica e nemmeno l’elenco definitivo: è la nostra shortlist, quella da cui partire prima di lasciarsi distrarre — giustamente — da tutto il resto.
Yo Soy Otro: quando il vetro diventa una firma
Il nome chiarisce subito le intenzioni: Yo Soy Otro non vuole produrre accessori tutti uguali. Il cuore del progetto è l’Otro, un elemento in vetro artistico realizzato a mano attraverso la tecnica della vetrofusione. Ogni pezzo è diverso dagli altri e diventa la firma riconoscibile di gioielli, borse e accessori.
Il risultato è molto contemporaneo: forme pulite, colori pieni e dettagli che si fanno notare senza bisogno di urlare. Il brand lavora in quantità limitate e segue un’idea di slow fashion basata su artigianalità, produzione locale e acquisti più consapevoli. Una filosofia sensata, soprattutto per chi preferisce possedere meno cose, ma con molta più personalità.
Da osservare: la relazione tra vetro, luce e colore, ma anche il modo in cui lo stesso elemento artistico passa dal gioiello alla borsa.
Chiara Costacurta: emozioni, movimento e un pizzico di colore
Il brand Chiara Costacurta nasce a Treviso nel 2019 con una prima collezione in argento e pietre naturali. Nel 2021 arrivano l’oro 18 carati e la partecipazione a Vicenzaoro, seguita da un percorso internazionale tra Milano, Madrid, Parigi e Roma.
Dietro ogni creazione c’è l’idea di trasformare emozioni, ricordi e desideri in qualcosa da indossare. Non un gioiello relegato alle grandi occasioni, quindi, ma un piccolo compagno di vita.
Ci piacciono soprattutto il movimento delle catene, gli accostamenti cromatici inaspettati e quel modo molto naturale di mescolare prezioso e giocoso. Perché l’alta gioielleria può essere sofisticata anche senza assumere un’aria terribilmente seria.
Da osservare: i gioielli trasformabili, le frange luminose, le pietre naturali e l’equilibrio fra rigore e leggerezza.
Voga Gioielli: il lusso milanese, ma senza distanza di sicurezza
Attiva dal 1977, Voga Gioielli unisce tradizione artigianale, pietre preziose e un’attenzione quasi ostinata ai dettagli. Nel suo showroom nel centro di Milano si trovano collezioni versatili, creazioni su misura e gioielli da reinterpretare insieme al cliente.
È il posto giusto per chi considera un gioiello non soltanto un acquisto, ma una scelta personale: qualcosa che deve adattarsi alla propria storia, non il contrario.
Tra diamanti, oro bianco, giallo e rosa, il linguaggio è classico ma mai polveroso. La sensazione è quella di entrare in un salotto milanese nel quale, per fortuna, è perfettamente accettabile parlare per mezz’ora di un solo anello.
Dove: Via Fieno 1, Milano.
Da osservare: le lavorazioni su misura, le composizioni di diamanti e le possibilità di personalizzazione.
Marlù: gioielli democratici e pieni di significato
Fondata a San Marino nel 2001 dalle sorelle Morena, Monica e Marta Fabbri, Marlù ha costruito il proprio universo attorno a tre idee molto chiare: semplicità, simbolismo e accessibilità.
I suoi gioielli non vogliono raccontare quanto abbiamo speso, ma chi siamo, chi amiamo e quale momento desideriamo ricordare. Charm, collane, anelli e bracciali diventano messaggi da portare addosso, comporre e regalare.
È una visione del gioiello immediata e inclusiva, pensata per donne e uomini e capace di parlare anche a chi non frequenta abitualmente il mondo dell’alta gioielleria. In breve: meno soggezione davanti alla vetrina, più libertà di scegliere qualcosa che ci rappresenti davvero.
Da osservare: charm e simboli da combinare, gioielli personalizzabili e proposte facili da indossare ogni giorno.
Maschio Gioielli: piccoli pezzi, grandi idee
Maschio Gioielli porta il cognome del suo fondatore, Dario, e dal 1994 disegna e produce a Milano piccole serie artigianali, spesso personalizzate. Oro 9 carati, argento e pietre naturali vengono lavorati con un approccio contemporaneo, minimale e leggermente irriverente.
Una delle esperienze più riconoscibili del brand è quella dei gioielli saldati direttamente addosso: bracciali e cavigliere senza chiusura, pensati per restare con chi li indossa. Romantici, sì, ma con una saldatrice. Molto più interessante della solita scatolina.
Accanto ai pezzi permanenti ci sono anelli, collane, ciondoli e orecchini spesso accompagnati da nomi e racconti che rendono il gioiello immediatamente personale.
Dove: Via Cerva 18, Milano. Per personalizzazioni, saldature e assemblaggi è consigliato fissare un appuntamento.
Da osservare: i gioielli saldati, le piccole serie e le personalizzazioni realizzate nel laboratorio milanese.
Meravigli: gioielli con una vita precedente
Da Meravigli il tempo non è un difetto da correggere, ma parte del fascino. Accanto all’alta gioielleria, agli orologi, agli argenti e alle nuove realizzazioni, si trovano gioielli provenienti da epoche differenti, pezzi unici e creazioni vintage che portano con sé una storia.
È una tappa interessante per chi ama osservare tagli, montature e lavorazioni del passato, ma anche per chi desidera riparare, trasformare o dare una nuova vita a un gioiello già esistente.
Perché, diciamolo, non tutto deve per forza essere appena uscito da una scatola. Alcuni gioielli diventano davvero interessanti dopo avere attraversato qualche decennio e, possibilmente, almeno una storia d’amore complicata.
Dove: Via Meravigli 12 e Via Santa Maria Segreta 6, Milano.
Da osservare: i pezzi vintage, le montature storiche, gli orologi e le possibilità di riparazione o trasformazione.
I due palazzi da non perdere
Palazzo Bovara: Artistar Jewels e Talent Show
A Palazzo Bovara, in Corso Venezia 51, si incontrano due anime della Milano Jewelry Week.
La prima è Artistar Jewels, arrivata alla dodicesima edizione: una grande mostra dedicata al gioiello contemporaneo con più di 200 artisti internazionali, oltre 850 creazioni e partecipanti provenienti da circa 40 Paesi. Non aspettatevi soltanto anelli e collane tradizionali: qui il gioiello può diventare scultura, ricerca sui materiali, oggetto concettuale o vero e proprio ornamento per il corpo.
Nello stesso palazzo si svolge il Talent Show, dedicato alle scuole e alle accademie. È lo spazio nel quale cercare i nomi che probabilmente incontreremo ancora nei prossimi anni, prima che diventino introvabili o che i loro prezzi sviluppino ambizioni importanti.
Indirizzo: Corso Venezia 51, Milano
Date: 24–26 ottobre 2026
Orari al pubblico:
- Sabato 24 ottobre: 12:00–18:00
- Domenica 25 ottobre: 10:00–18:00
- Lunedì 26 ottobre: 10:00–18:00
Palazzo Serbelloni: The Jewelry Hub
A pochi passi, Palazzo Serbelloni ospita The Jewelry Hub, la tappa dedicata all’alta gioielleria, al designer jewellery, ai diamanti, agli orologi e al vintage.
È il luogo nel quale incontrare produttori e designer internazionali, vedere nuove collezioni, scoprire brand di nicchia e osservare da vicino materiali e lavorazioni che raramente arrivano tutti insieme a Milano.
L’atmosfera è più preziosa e orientata anche a buyer e operatori del settore, ma l’evento è aperto agli appassionati accreditati. Il consiglio è semplice: prendetevi tempo. Palazzo Serbelloni non è il posto giusto per la visita da dodici minuti fra un caffè e una call.
Indirizzo: Corso Venezia 16, Milano
Date: 24–26 ottobre 2026
Orari al pubblico:
- Sabato 24 ottobre: 12:00–19:00
- Domenica 25 ottobre: 11:00–18:00
- Lunedì 26 ottobre: 11:00–18:00
Prima di uscire: come funzionano registrazione e prenotazioni
Gli eventi della Milano Jewelry Week sono generalmente gratuiti e accessibili previa registrazione, ma alcune iniziative possono richiedere un biglietto, una prenotazione separata oppure essere disponibili soltanto su invito.
La registrazione permette di:
- ottenere e scaricare il proprio pass;
- consultare il programma completo;
- vedere il catalogo degli espositori;
- controllare orari e disponibilità;
- prenotare gli appuntamenti che lo richiedono.
Attenzione: anche chi ha partecipato alle edizioni precedenti deve effettuare una nuova registrazione per il 2026, perché i vecchi accrediti non sono validi. Durante l’iscrizione è possibile registrarsi come Jewelry Lover, professionista del settore o media contributor.
Il nostro consiglio è di scaricare prima il pass, salvare gli eventi preferiti e controllare la scheda di ogni singolo appuntamento. “Ingresso gratuito” non significa necessariamente “posso presentarmi quando voglio con altre sette persone”.
La nostra strategia, molto scientifica
Partire dai due palazzi, scegliere gli appuntamenti su prenotazione e lasciare almeno qualche spazio libero per le scoperte casuali. Perché le Jewelry Week funzionano così: si entra per vedere una collana, si resta a parlare con un designer e si esce desiderando un anello che cinque minuti prima non sapevamo nemmeno potesse esistere.
I sei brand della nostra selezione sono soltanto l’inizio. Per consultare tutti gli espositori, il calendario aggiornato e le modalità di accesso a ogni evento, il riferimento è la piattaforma ufficiale Visit Milano Jewelry Week.
Noi abbiamo già iniziato a preparare la lista. La parte difficile, come sempre, sarà fingere di non volere tutto.

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